venerdì 7 dicembre 2007

Disservizio

Simpatia portami via.

mercoledì 5 dicembre 2007

domenica 2 dicembre 2007

mercoledì 21 novembre 2007

lunedì 5 novembre 2007

freakend

Momenti

martedì 23 ottobre 2007

pargolo mio

Billy Wilder faceva dire a Kirk Douglas che un uomo con bretelle e cintura è un uomo prudente.
Sergio Leone a henry Fonda: "How can you trust a man who wears both a belt and suspenders? The man can't even trust his own pants."

Per adattare questa discrasia alla capacità media di razionalizzare deve passarne di whiskey sotto ai ponti sbalestrati di un barbone. Tanto che non ho voglia di aspettare e me la brucio qua. Non son nemmeno un buon giornalista via, al massimo un comico non populista che non ricicla. Dovete darmene atto però. Già è un bel traguardo.te!"

Point blank, ogni tanto....ricordi

Mutevole è il valore dei momenti, tanto che una morte sparisce sotto una stella, di fronte a un santino, sotto la pioggia che se ne sbatte immersa nel suo allegro grigiore. Chi lo sa quanto valgono i protagonisti di Sunshine che guardano mercurio stagliarsi controsole o uno stordito Murray che vaga in macchina nella tokyo cosi umana e cosi aliena, magico e assurdo parco divertimenti costruito per pochi che probabilmente mai la vivranno. E' solo stupido l'omino di Morrowind che si immerge nella bufera? Non vale forse quanto la luce del sole che taglia la valle in montagna, o quanto la mano di mio padre, cosi enorme, che stringe il primo porcino mai visto. Senza un briciolo di ingenuità vengo catturato ogni volta che vedo le luci delle macchine alle 5 pm, d'inverno, così brillanti che pare d'essere in un esperimento cg. Sulla grande nave stracarica, titanica, inaffondabile, non mi ero neppure accorto dei parenti accanto a me ma il salvagente rosso l'avevo visto e mi sembrava cosi sciocco che una cosa più grande del mare avesse paura d'affondare. Più brevi sono stati i sussulti in bici per Grenoble, la notte, con quei marciapiedi giganti davanti a case cosi piccine, abbastanza grandi da azzoppare Diego e disintegrare la bici nuova di Marie. Momenti che hanno dato battaglia alle onde di piacere che seguono ogni cavaliere inghiottito dal tramonto, che corrono lungo una spada che brilla di luce propria, onde che mi colgono seduto ad una tavola imbandita con quelle risate che ti fan sempre credere che al mondo in fondo non sei solo, anche a ferragosto, e tre salami, la birra, lo share, la prima notte su internet a fare refresh sul fottuto meteo. Urbino di notte con la nebbia, quando la città sembra tutta tua, ninja imbacuccato e con quel freddo sogni la cioccolata calda tutti assieme a Firenze, la maledetta pizza col parmigiano e le acciughe di Pisa e quel maledetto sorriso triste di chi ti ha capito ma non può sorreggerti, quel sorriso pieno di denti che diventa un morso. E poi il meglio del meglio, tutte le volte che m'hanno detto genio finchè poi non hanno cominciato a farlo a vanvera, giusto perchè facevo l'imbecille ragionato. Ah la prima riunione, che bevuta di vita, di caffè e di vino alla cena di lavoro. Il futuro, i progetti, il passato, i racconti, le vergogne che diventano vanti, i vanti che diventano stupidaggini e poi tutti sdraiati sul monte di notte, lungo la strada che fuori non si vedeva niente, per una stella cadente che quasi nessuno ha visto.
Di nuovo stupido marmocchio a guardar le Cento Croci dall'alto, completamente perso, all'improvviso una lucina nel buio tanto inaspettata che ho guardato se vicino a me c'era Gretel, invece c'era Dario che chiamava la mamma, grande e grosso com'era, instillandomi vampate di terrore.
Impossibile scordare la signora Gistri con quel dannato televisore e tutte quelle cicche spente in ogni dove. Aveva più rughe che la luna e la stessa facciona tonda, ma quegli occhi stretti e luminosi erano quelli d'una spia internazionale che non dimentica nulla, men che meno le carte che girano a scopone.
Io, vile ombra di un Rutger Hauer che non è mai esistito, subisco indegnamente il pensiero non di ciò che è lontano, non delle stelle o dei raggi gamma, non di sogni proibiti o illusioni celesti, ma di quello che ci coglie semplicemente voltati altrove, di quello che ci accade accanto senza per questo esistere più di qualcosa che non è mai stato. E' quasi peggio che fingere disinteresse per vigliaccheria.

lunedì 22 ottobre 2007

E' un post trooooppo palloso, è che da noi anche i gay riescono a essere provincialotti

Lo lo, lo so. La sinistra ha sbagliato, non ha avuto il coraggio delle proprie azioni, un pò l'ha avuto, poi non più. La sinistra si è scontrata con se stessa. L'aumento delle tasse non ha avuto tagli corrispondenti e quant'altro.
Di mio in difesa di questa politica ho solo una cosa da dire: senza i cosiddetti intellettuali di sinistra, che vi giuro campano ancora, nessuno avrebbe mai saputo degli stipendi governativi omicida, del numero di impiegati nulla facenti etc etc....
Come? E' gente che viene difesa anche dalla sinistra?
Eh si aimè. Non dai succitati intellettuali ma aimè è così, c'è la componente populista in entrambi gli schieramenti anche se, va detto, nella sinistra ha un che di storico. Vabbè lasciamo stare le giustificazioni che sono sempre deboli.
La domanda attuale è: è corretto giustificare anche gli errori del governo per non dare adito al tartassamento delle destre? (che in certi frangenti andrebbero copiate per diana... share....share....share.....eppure questa benedetta parola ce l'hanno piantata nelle orecchie 20 ore al dì) non rischiamo di pendere al fatalismo?

E' questa la domanda che ci frulla a tutti nel cervello, con tutte la famiglila di domandine al culo. Fare i puri? Non cedere? Cedere? E'più importante lo stato? La pensione? Meglio la gallina berlusconiana oggi? Meglio campà?

Ma si la pianto, la domanda s'e' capita, è che io di domanda nel cervello ne ho un'altra, io che nelle amicizie sono estremamente tollerante, soprattutto quando so che i miei amici professano assolutismi ma sostengono questo cazzo di essere umano quanto se non più di me.
La domanda che si fa spazio è: ma com'e' possibile? Non riesco a capire come possano concepire un governo con Giovanardi, Cuffaro e Bossi.
Sono straziato dalla cosa. Anticostituzionalisti, antitolleranti, antiliberali, antiumani, gente con cui non andrebbe a cena una buona parte di chi li vota!
Han cuori che son vecchi come i cervelli della sinistra.
Io sono imbarazzato per le minoranze milanesi dove conosco persone che li votano. Sono imbarazzato per i vecchi patrioti che danno un voto a mister "tiriamo fuori le doppiette" e alla sua banda di vandali. Sono deluso dai veri missionari che ancora difendono quel legame chiesa stato che Tremonti riusci persino a rinforzare.
Sono terrorizzato da chi vota il proprio contrario. Un'identità così debole in una minoranza è l'antitesi di quanto accade tra gruppi etnoreligiosi a Londra e di quanto è accaduto a New York. E' brutale nella sua nullificazione. E' triste. E' pericoloso.
E' sangue buttato via.


Dai nei film preferite l'eroe sfigato che causa un sacco di problemi a chi ha intorno. Dai su, un pò di coerenza, che gli eroi son tutti comunisti.

venerdì 19 ottobre 2007

ROC & ROLL

I ROC non sono rock. Kurai è giustamente preoccupato dalla proposta, io più dall'idea.
L'idea che ancora ci siano gli ordini professionali e che in Italia ci sia l'obbligo di appartenenza. Dannati siano gli ordini, i sotto ordini, le gerarchie non operative e tutte quelle porcate che servono a dare a qualcuno un titolo che non si meriterebbe nemmeno nella tomba. Ma lo sapete che un analista deve pagare l'ordine degli psicologi e non ha nulla in cambio? E' COSTRETTO A FARSI RUBARE DEI SOLDI.
Gli ordini sono organi burocratici obbligati al più fallimentare dei successi. Sono una stretta parallela del welfare, malamente truccata e impomatata, che si fonda sulla tutela delle persone e invece protegge le professioni. Preferirei tassassero i blog invece di costruire una categoria. Che poi si tratta solo di un'idea che morirà come una comparsa in un film di Rodriguez, perchè coi ROC non vanno da nessuna parte. I blogger e gli e-giornalisti sono una potenza inarrestabile, sono pubblicità, informazione e fruizione integrati come mai era successo prima.
Però l'idea rimane, ed è un'idea che al di fuori delle pubblicazione blogosferische assume contorni definiti, ha una massa, ha echi passati, effetti presenti, minacce future.
Ecco la blindatura, salvaguardia di posizioni, mestieri e incompetenze. Perchè gli ordini a qualcosa e a qualcuno servono. Ma non si tratta di poche persone, perchè gli ordini affondano le radici e sono radici che hanno campato tanto e bevuto troppo.
Va la l'assistenzialismo italiano che garantisce tutto agli amici, ai parenti e agli amanti.
Fortuna vuole che io eviti l'argomento già consumato altrove mille e mille volte e perchè ho altro da dire.
Infatti sono incazzato marcio. Non come chi è fuori, ma come chi è uscito e non è tanto convinto. Anzi è convintissimo, moralmente, ma la morale non fa caldo d'inverno e non da soddisfazione a chi ti sta intorno. Anzi io che son talmente fortunato che ho anche chi trae soddisfazione dalle mie battaglie sono ancora più incazzato.
Da un lato fiumi di persone che condannano chi non paga le tasse, chi blinda le professioni, chi fruisce del favore dell'amico del nonno della figlia.
Dall'altra posizioni incredibili che garantirebbero operatività e indipendenza lavorativa.
In mezzo i silenti colpevoli. In Italia la maggioranza. Che fan valere su di noi gusti televisivi avvilenti, comportamenti professionali agghiaccianti. Gente che promuove politici ma non certo alle primarie o alle politiche. Gente che vota la faccia conosciuta del buco del cazzo in cui vive perchè gli sta simpatico, e non capita di certo solo al sud. I meccanismi son diversi. La pusillanimità della gente è la medesima. La protezione del proprio posto, il mezzo nonnismo, il protagonismo. Nemmeno l'imbattibile e meccanicistico stile di vita capitalista potrebbe sconfiggere questa tendenza nostrana che si avvale di diritti e intelligenze decisamente superiori. Ma per cosa sono sprecate? Per diminuire se stessi? Già siamo pulviscolo stellare. Restava solo da defecarsi in testa.
E' per questo che mai darò la colpa al governo delle tasse o dei ROC o della trafila di mezze liberalizzazioni del cacchio. Lassu ci son tanti re cortigiani quanti spaghetti sulle tavole italiane, ma se ci sono è perchè quaggiu tra buona e cattiva fede abbiamo fatto un cazzo di casino che non si vedeva dagli anni 60 americani.

voglio un fortuna drago

Il gulash migliore lo fanno sotto il tetto d'oro.
Segui le orme dell'orso. Al tramonto del quart'ultimo giorno mi troverai li.

lunedì 15 ottobre 2007

Addio e grazie per tutto il wireless

Mi sembra ieri, quando la nonna paterna mi dava del drogato, invece la botta deve essere stata lunga perchè gli anni si sono sgretolati. Così non stupitevi se cerco di infilare più racconti possibile in un solo attimo. Quando un intensa giornata diventa un ricordino un pò male piglia.
Ma è più facile viaggiare per contatti o è più facile rimanere distaccati?
Me lo dite? Perchè io son pirla dentro, son come quei tizi che quando danno consigli vanno tenuti di conto ma quando li attuano è meglio correre come se ti stessero tirando un gavettone di nitroglicerina.

Band alle chanche, s'apre una zona pietosa alla quale non aggiungerò link perchè ci manca dimenticare colpevolmente o far incazzare qualcuno, comunque la mia coscienza malconcia ha bisogno di ringraziare Kurai e Redpill per la sopportazione e di nuovo Kurai per la condivisione analogica. Plauso a Fabio aka Bill per la disponibilità a raccontarsi di persona e alla già storica pace. Ovviamente grazie a Fabio e Luca che mi dan qualcosa da fare qua che son straniero in terra straniera e non caricano troppo sulle mie lacune sociali che in determinati ambiti emergono prepotentemente come...come....beh per non dire come beghe in un porno direi come conigli nella blogosfera. Grazie a GBA che espande la sua disponibilità e la sua ironia al di la delle mura del magistero (meno agli esami) e grazie anche all'instancabile e patrocinante Lella Mazzoli che mi ha salvato dalle grinfie dei vigili urbani anche se mi ha orribilmente costretto a bruciare una cospicua quantità di neuroni nel tentativo di immaginare un festival dei tag.
Al solito mi tocca ringraziare Mescaline e Etere per questioni immanenti, ma nello specifico rivolgo un'ode a Mescaline per aver preso freddo e una to Etere perchè ha in corpo il germe del citazionismo fondamentale.
Menzione speciale per la piacevolissima cena della domenica sera, per il pinko camp 3.0 con Nanni e Lara, per Sara anche se mi ha orribilmente candidato alla disgrazia e per Paola che ce la teniamo così.
Oh Adriano, merci per la panoramica sulla mostruosa gestione di link e flussi alla quale mai mi abituerò. Aggiungerei Gioxx senza censura, Webgol Sofi che non ha timore di esporsi, Dainesi perchè è la dimostrazione che linking estremo e simpatia talvolta possono convivere, Delymith per avermi magnanimamente concesso W98SE e Aranzulla per non essere venuto.



Urbino. Ultima frontiera. Diario di bordo dell'entità Gonzo2.0.

L'essere mi osserva. Quegli occhi vuoti brillano di una luce malsana. Non mi fido.
Poco fa impietosito gli ho chiesto se per caso soffrisse il freddo. In risposta quelle cose che credo siano orecchie hanno compiuto un'intera, innaturale, agghiacciante rivoluzione intorno a quella zucca glabra e bianchiccia. Pelle lucida che quasi ti ci rifletti e quella dannata voce siderale, fredda, lontana. Il bastardo la usa per dissimulare le sue intenzioni. Ha provato a raccontarmi le sue giornate, il traffico, ha persino imbastito una fottuta discussione sul clima. Ma quanto è vecchia questa? Son tecniche passate di moda a Parigi, nell'ottocento. Non crederà mica di fregarmi.

domenica 14 ottobre 2007

caccia al tesoro, tre missing in action, uwic ancora in botta

Tutte le cose passano. Sfilano come treni in metro in una città straniera. Guardi facce, ipotizzi, sogni. La comunicazione spesso non va oltre lo sguardo, anche se parli mezzora. Fortuna lo sguardo qualche volta va oltre la comunicazione, sfortuna andare oltre la comunicazione è piuttosto complesso per tipacci come noi che sono stati generati da quella roba li. Quella cosa per cui comunichi con un morto, lui non comunica e così ti accorgi che è morto.


Questo succede quando passa una bella giornata e ci passi un pò di tempo a ragionare su. Cosa rende piacevole un raduno et similia? Beh anche il disaccordo, se hai qualcuno con cui condividerlo. Qualcuno si diverte stringendo zampe, qualcuno cerca quel minimo di comunicazione che qualcun altro ha nascosto da qualche parte e che non assomiglia per niente a un coniglio. Qualcuno ripete ossessivamente che ci si raduna per copulare o per farsi pubblicità. Ah offensivi malandrini, vi corcherei di legnate al sale. Anche una bistecca è un pezzo di carne morta, ma converrete con me che avere una chiave di lettura lievemente più elevata è in grado di regalarci una bella fiorentina al pepe senza che lo stomaco si lamenti della temibile fandonia.
Altrimenti tutto si riduce a uno sguardo distaccato o peggio si produce in una sfilata di tizi sovrappeso che oscurano il sole, tizie con mani in disavanzo e un boriosetto con un triangolo di mascara intorno all'occhio e con la barba che ti rimira da una non precisata altezza e che deve essere di un bravo micidiale ad evitare gli aerei.
Il problema quindi si riduce nell'affrontare chiavi di lettura che son come mutande in un night. Io non son mica in grado.


Cos'è questo?
Il post sulla caccia al tesoro urbinate ovviamente.
Che?
Non sembra proprio?
Beh non ci son mica solo gonzi e viandanti smarriti. Ci son occhi, ci son teste, ci son tempi, modi, città. C'e' roba che vale e che non si può mica cacciare nei meandri di link perchè abbiamo tanto bisogno di essere considerati. Oh certo, non è possibile incontrare tutti, il web è mica male, ma quando le palle degli occhi di una persona ce l'hai a due passi mi spieghi che cazzo ti pensi al link? Se avrò tempo e avrò le palle per farlo farò post mirati, altrimenti contentatevi, a modo vostro partecipanti e organizzatori di Conversazioni dal Basso avete scatenato brandelli di coscienza di un sacchetto di carne con evidenti lacune sociali. Qualcuno molto, qualcuno un pò meno.

giovedì 27 settembre 2007

pensieri di poco conto, mentre Microsoft sfida Google

Ho un'incudine piantata giu per la gola. Dietro di me il padiglione 3 del centro fieristico di Halle impera sulla figura di una donna tedesca piegata dal tempo. Passeggia lentamente nel vuoto con uno striminzito sacchettino della spesa in mano. Impossibile capire da dove venga e dove vada. Attorno a noi c'e' un tale quantitativo di nulla che con gli occhi mi viene spontaneo cercare il mordiroccia.
Il cellulare non da segni di vita così timbro il biglietto del treno per sapere l'orario. Ancora mezzora e fa un freddo cane.
Poggio le ubriachissime chiappe sulla lucidissima panchina. Sono la nota stonata di una fermata del treno pulita come la toilette di una clinica hollywoodiana.
Difficile dire come cazzo sia finito lì. Impossibile legare la mia estate con un filo logico. Ho inseguito lattine in mare aperto in una notte senza luna, ho risalito un canyon e completamente zuppo mi sono vestito da untore per intrattenere dei turisti, sono stato accerchiato dai carabinieri perchè ho avuto la spavalderia di stare fermo davanti al portone di casa, sono volato a faccia in giu per la seconda volta e mi sono arrampicato per una trentina di metri in totale stato di incoscienza. Sono morto due volte, ho recuperato tutti gli amici e i parenti tutti prima di doverli cercare nel valhalla, mi sono reintrodotto nel social web dopo 12 anni di anonimato contestatore e sono finito a chiacchierare con Gabriele dopo cosi tanti anni che nemmeno mi pareva vero. Così mi sono imbarcato per google armato di taccuino e ho beccato Michela che ha recuperato uno sguardo intelligente, ma che mi combina le peggio cose. Ho roncolato un tedesco in mezzo a una discoteca, ho mangiato un gulash fenomenale e ho fatto il conto delle umiliazioni subite in un bosco, di notte, con una bottiglia di Gotto d'Oro in mano e il sapore della sambuca in fiamme in gola.
In tutto questo mi sono reso conto che ho conosciuto un marasma di persone tutte alla ricerca dell'anima gemella, dell'amico gemello, del fratello gemello, del collega fraterno, ma nessuna di loro si da il tempo di cercarlo. Sperano di trovarlo, pronti per cadere nell'illusione, nel polletto di gomma che sembra vero tanto è fatto bene.
Poi mi sono accorto che ho fatto lo stesso, proprio lo stesso, e mi sono messo a scrivere una vagonata di belinate in un blog.


Ah, Roberto, grazie di cuore per tutto.

mercoledì 26 settembre 2007

dirge of Pinkoscience

ok il blog è monitorato, non con fini di appagamento ma lè tutta roba che mi serve per sondare la rete usando la mia personalità -reale- che cerco di riversare con una discreta onestà e senza troppa vergogna qua dentro

una sorta di onestà disonesta come accade a tutti gli esseri umani decenti, ma con un boriosissimo tentativo di trasformarla in un'onesta disonestà onesta

a questo pro sono costretto da me stesso, dalla polizia di Pinkoburgo e soprattutto dal calcolo del tempo sprecato per attività di secondaria importanza a proporvi due esempi di debito neurologico aggravato

uno fresco, corale, che mi vede impegnato vocalmente



e uno datato ma che mi vede protagonista con qualche etto di più in saccoccia e una pettinatura che tarantino me lo mangiavo al brunch




ah l'autoanalisi conservativa di infimo livello,
fa miracoli

lunedì 24 settembre 2007

quelli che gli si spaccano monitor e pc

Una domanda. Che differenza c'e' tra web 1.0, 2.0, real life e una giornata a Vancouver? La stessa differenza che c'e' tra una rosa e un tulipano.



Se convinci una persona che non perderà mai un dono questa ci crede, perchè qualsiasi essere umano ha una dose di imbecillaggine pari alla sua paura del nulla.
La Polizia del Pensiero di Pinkoburgo non approverà queste parole, ma credo di potermela cavare raccontando del Beate Uhse.
Quando mi prendono mi tocca succhiare tutta la misera sfilata di quei coglioni. Il sergente "tira fuori le palle" è un pezzo d'uomo, sempre sbronzo, sempre allegro, ma ha un cuore solo. Quell'altro, il pelato, è un voyeur. A volte fanno entrare una ragazza che mi insulta e lui mi guarda subire dallo specchio finto. Ogni volta che c'e' un calo di tensione vedo il riflesso del suo sigaro, sento i suoi occhi addosso, sento la sua mancanza di giudizio. Guarda per guardare. Fatalista del cazzo.
A volte nella stanza entra anche il tizio buffo. Il nanetto che da direzioni a destra e a manca. Tutti seguono quello che dice. Ha degli occhialoni neri e dei baffoni neri ma la falsa maschera di un falso Groucho non gli calza. Lui fa le domande. Lui è il più figlio di puttana di tutti.
Per ora la strada sembra tranquilla. Le mosche affollano abusivamente la zanzariera. La sagoma della mia mano sulla bottiglia appannata di birra forma un'impronta di lettere quasi leggibili che si frantumano contro una fragile condensa. E' un gioco di specchi. Tutto è un gioco di specchi. E' impossibile venirne fuori. Tu mostri il sorriso più disponibile e qualcuno ci vede sbandierate le tue chiappe o un bel dito medio con la scritta -fottiti- dipinta sull'unghia. Dipinta a chiare, chiarissime lettere.
E' un pensiero che occupa l'orizzonte. E' questo il pensiero che impedisce di scrivere, sapendo che si scrive per trasmettere un messaggio con la sicurezza che il messaggio diventerà uno straccetto informe torso di mucose. E questo capita a chi il mezzo e il messaggio li ha al sicuro nelle mutande. Un ribelle caucasico confusionario non ha speranza. Ha già un discreto fondoschiena ad essere nato ieri.

Cazzo, eccoli.

-ok scumbags, you'll never take this page alive! you mother....-
-no Pinko commie, stop! you wrote the worst post ever! that's ok for us...but if you'll destroy this page, you'll be in a big disgrace.... we will fuck you-
-....idiots....-

domenica 23 settembre 2007

mercoledì 12 settembre 2007

come eravamo

Eravamo soli, fidanzatini, primo lavoro, prima università, servizio civile, militare o di partito. Eravamo trent'enni all'arrembaggio di un giovane internet giovane o vent'enni pionieri, di quelli che il 2.0 se lo sono più o meno inventato in gruppo.
Eravamo persi nei fatti nostri, quand'ecco che un gigantesco segnalibro è letteralmente calato dal cielo.
In fondo certe cose lasciano il segno.
Io ero fidanzato, qualche chilo di più sulla pancetta e meno nervoso. Giravo per casa alimentandomi sgraziatamente mentre spingevo igz, il portale creato, gestito e lanciato verso le stelle in tre e poi lasciato cadere ignobilmente.
Nelle mie orecchie giravano speed e techno, toni cyberpunk, gli Aphex Twin e compagnia cantante, anzi sonante. Ritmo e ricerca dati. All'epoca ero discretamente fenomenale. Pescavi i riferimenti su IRC o sulle aziendali Java e ti perdevi in ftp personali, pubblici dove pescavi di tutto e all'epoca, in buona parte, era anche materiale originale. Non che importasse il cosa, ma il come il quando, immerso nel buio di una città che dorme fino alle 7 del mattino. Tempi dilatati, birra, 4 o 5 film di sfondo, un libro a occhi rossi e, come mi ha ricordato qualcuno, le 4 ore di allenamento a Quake che per seccare un ISDN nazionale con un 56K c'era da sudare.
Tutto questo mi è tornato in mente perchè anche qualcun'altro ha pelato il segnalibrone dell'11 Settembre.
Cosa sia cambiato non lo so. In me qualcosa ma non per l'11 Settembre.
Ho sempre saputo che se apri un uomo escono le budella, anche da piccolo,
e ho sempre saputo che i gatti senza il marchio Disney muoiono.
Quello che non conoscevo era la reazione di un mondo mediatizzato a un evento catastrofico di natura violenta ed intenzionale. Un evento sparato nell'etere all'istante, tanto che il secondo aereo l'abbiamo visto in diretta, in molti, che si pensava ancora a un incidente.
Tanto che nel web giravano già immagini di gente sospesa a mezzaria, sorpresa dalla vita, che poco prima era a chattare nel proprio ufficio o a rispondere nello stesso forum dove erano quelli che ora se lo rimiravano, immobile e vivo solo in quei quattro pixel sfocati.
Tanto che l'irritazione dei media è diventato un fattore talmente evidente da aver cambiato in un secondo il tenore delle pubblicità, il modo in cui le leggi assolute vengono proposte e pubblicizzate dalle nazioni, il modo in cui le personalità si promuovono, si difendono dalla folla e la stupiscono.
C'era già, tutto questo, ma è comunque cambiato tutto con quell'emozione.
Quell'emozione che moralmente molti definirebbero sporca, vigliacca. Quella sensazione di straordinario di fronte a cinque mila vittime bruciate, deflagrate, fuse col metallo e dilaniate. Vittime che mediaticamente valgono un'epidemia o una pulizia etnica a testa. Vittime che mediaticamente hanno prodotto un muro di informazioni allucinante: movie reactions, documentari, riunioni, discussioni, complotti, speranze, ennesimi misteri siderali in cui pucciare il cranio.
Dieci guerre assieme non avrebbero potuto tanto, nemmeno nell'era 2.0.
Un momento, immediato, sintetizzabile, in grado di spaventare, esaltare, di essere immortalato nella sua interezza e popolato dalle grida di persone che pensavamo non potessero gridare così. Poteva quasi essere l'inizio di un film di Michael Bay e anche se lo so che si muore tutti e anche se lo so che gli eroi non esistono, probabilmente, l'avrei preferito. A costo di dimenticare quel pomeriggio in cui ho capito perchè mi trovo tanto bene su internet.

sabato 8 settembre 2007

quel giorno che non volevo scrivere niente sul v-day

l'ho notata la citazione infausta, ed io, io avrei firmato lo stesso, perchè farsi guidare da un comico è una di quelle cose alla meno peggio a cui ormai mi sono abituato

d'altronde vivo in un paese dove puoi essere il migliore nel tuo campo ma deve piacerti davvero molto guidare e tuo zio deve conoscere qualcuno, oppure ti tocca fare quella che un tempo era la gavetta e che oggi si chiama "parlare dietro a quello che in quel momento non c'e'"

sono abituato, ma non ho accettato, perchè io sono italiano, mica devo fare l'italiano

ed ecco che non ho firmato,
sia chiaro però, non trovo strano che sia un comico a fare proposte, non trovo strano che utilizzi il proprio linguaggio spettacolare, non trovo strano che la gente debba essere trascinata davanti all'evidenza e non trovo strano che un comico lavori, frequenti tutti i cda, si stanchi e si produca da solo la corrente elettrica prima di parlare, anche se poi ci guadagna in ego e in denaro

quello che trovo strano è deprecare il modo di fare "italiano" e al contempo chiamare una giornata vaffanculo day, perchè se c'e' una cosa che l'italiano (medio s'intende) sa far bene è sfogarsi col governo anche quando non si pagano le tasse, sfogarsi col vicino perchè non sposta mai la macchina, sfogarsi contro l'amministrazione pubblica anche se si usa la strada come un bidone della spazzatura

ed ecco che il vaffanculo day incarna quel populismo che ci vede tutti qua a brontolare, incarna quel particolare modo di mandare affanculo qualcuno perchè non ha rispettato una precedenza per poi non rispettare una precedenza e un sacco di altre piccole stronzate rilevanti

ecco, sarebbe bastato un qualsiasi altro nome e avrei votato, perchè non era niente male

martedì 4 settembre 2007

quandeccoche

Allora, stavo tirando le somme. Oltre all'estate quanto mi costerà una disattenzione (non sono incinto) nel solo mese di settembre?

Al 99 per cento bucherò il romagna camp e già butta male visto che è un camp mostruosamente appetibile e agli inizi della blogocarriera è un appuntamento imprescindibile.
Via anche l'aperitivo sociologico che sarebbe stato un buon rientro urbinate.
Via il rientro tranquillo a Urbino e via studio tranquillo.
Saltato un corso estremamente remunerativo in un momento assolutamente infausto.
Via la fungata.
Via la combo concerti milanese dopo un'estate in cui mi ero ripromesso di calcare la scena....un fallimento a dir poco spettacolare.

hum beh, lo so, è l'ennesimo post recriminante dell'anno. Però se ti tirano un gravitone di marmo sulla schiena e hai ancora le corde vocali un lamento ti scappa

comunque, ricapitolando, stavo tirando le somme e la mia milza si stava nuovamente intristendo quando ho trovato il video tribute più massiccio dell'universo

lunedì 3 settembre 2007

Lezioni di condizionale

Ti avrei visto spuntare tra folla e avrei inclinato la testa fingendo di guardare chissadove. Avrei salutato tutti, tu per ultima, col piglio di chi sa qualcosa che gli altri non immaginano nemmeno. Per l'ennesima volta avrei bevuto l'ennesima birra media cominciando a sproloquiare tra sguardi scocciati e sguardi divertiti. Ancora una volta avresti pensato quanto ero strano, ma in fondo simpatico. L'avrei capito, ma la piega amara in fondo al tuo sorriso mi avrebbe lanciato un onda di vuoto tra le viscere, di nuovo. Avremmo chiacchierato delle stranezze del mondo, al solito, ma sarebbe stato piacevole, al solito, e tu avresti tirato fuori quel sorriso amaro, al solito. Ma io non mi sarei chiarito e le nostre voci sarebbero scemate, nel silenzio. Qualche ora dopo ti avrei visto andar via, magari con qualcun altro che almeno un apprezzamento da due soldi è in grado di farlo.

L'avrei fatto comunque, se avessi potuto.

martedì 28 agosto 2007

Dormo nel mio letto svedese

Sono tornato. Durante questo stacco totale ho avuto tempo di ripensare a chi ho conosciuto a Urbino, Genova e all'università, ai ragazzi che hanno lavorato con me in questi anni e i ragazzi di multiplayer che rappresentano il cuore della mia passione per l'intrattenimento elettronico. Spero vivamente di produrre qualcosa di utile quest'anno, con tutti loro.


Due settimane a piombo come un proiettile a gravità negativa. Un post mirato richiede molto più cervello di quello che mi è rimasto al momento. Prima di riattivare l'emisfero 2.0, magari stanotte, cogiterò qualcosa.

La mia bisnonna si chiamava Costa, era la cugina di Beppino Costa. Zio Beppino portava i nazisti in sud america ovviamente con le navi. La mia cara bisnonna, una vecchina gentile per quel che ho potuto vedere, si era sposata con un rivoluzionario che aveva in casa 17 elmetti tedeschi e una carabina da caccia. La carabina promessa al nipote, il sottoscritto pacifista obiettore di coscienza, è stata trafugata al volo da un'altra zia.

La bisnonna Gioconda è morta nel suo letto, prima del bisnonno Dante che a 94 anni faceva la spesa da solo.

A Lipsia ho visto la casa di uno dei nazisti che sono fuggiti in Sud America usando le navi di Beppino Costa.

domenica 12 agosto 2007

Web grapple

Esisto poco nel web, non ho un minuto, ma in questo periodo è un bene.
Qualche tempo fa Fabio Giglietto ha twitterato about Eureka e sono riuscito ad agguantare la prima serie. Merita e forse è una finestra sull'evoluzione dell'immaginario americano un pò più diretta di Lost, anche se è ovviamente più naiv, meno pretenzioso ed elaborato per quel poco che ho visto.
Non ho centrato un concerto.
Ho centrato qualche bella giornata.
I bagnini dell'acqua park mi hanno fischiato dietro per una mezza giornata.
Blob 77 parla del mio anno e ha cacciato la mia canzone preferita.
Successo poco altro.
Preparo il salto verso l'ubertecnologica, alimentare e suicida settimana germanica.

mercoledì 25 luglio 2007

Spotlight

Oggi, dopo aver subito un massacro medico senza pari, vagavo su un marciapiede accompagnato dalla fedele genitrice, forzatamente partecipe ai miei dolori in quanto soggetto pagante. Poco fa ho ricevuto una telefonata, di un amico, che mi ha comunicato che, nel succitato momento, mentre lui passava in moto alle mie spalle salutandomi, ed io non lo vedevo, c'era una ragazza che mi salutava dall'altra parte della strada, che io, ovviamente, non vedevo.
Non amo i cellulari, ma senza codesti ammenicoli, effettivamente, la nostra sfera percettiva è così ridotta, povera, tattile, direi quasi...umana.



Ho finalmente visto il festival degli artisti di strada, quello grosso, in una cornice che nessun altro al mondo avrà mai, tranne una quindicina di esseri occasionali che hanno avuto parecchia fortuna.
Un pò esalta, un pò rattrista.

lunedì 23 luglio 2007

Non so se vivo ma sicuramente vegeto

A quanto pare questo 2007 non mi lascia troppo tempo.
C'è molto da raccontare, che in verità è poco e nulla.
Prima corsa in ospedale, niente di che se non un pò di tristezza nel vedere quanta poca cura abbiano gli uomini di se, la parte allegra meriterebbe anche un post ma sono decisamente poco allegro stasera.
Si finisce con 5 giorni di allegro massacro, domani c'e' da agguantare una serie di nuove attività piuttosto importanti, dal web al cosiddetto real all'associazione che finalmente prende piede.
E' uno degli anni più pieni e in cui allo stesso tempo devo faticare meno. La serie di sventure e i segni del tempo non riescono a demoralizzarmi, ma dopo ogni evento memorabile la felicità abbraccia una tristezza immensa e informe che non riesco a scostare, che mi impasta le mani.
La tenera tristezza degli umani sull'abisso e la solita pallosa finitudine.

lunedì 2 luglio 2007

Incomunicabilità hi end. Il primo segreto

La blogosfera (ma vi pare un termine da usare) impazza di messaggi di giovani, intelligenti e affascinanti e moderne e attive e quant'altro (soggetto omesso volontariamente) che si lamentano dell'assenza di uomini decenti, intelligenti, fenomenali, belli-geranti, indipendenti e quant'altro.

Merito alle pretese, è chiaro, ma vanno commisurate a un mondo dove c'e' gente che compra i mobiletti da arredo veloce da Stefan. Mobiletti da convivenza tremula, triste e alla quale non crede nemmeno il fan più devoto di Babbo Natale.


Torniamo alle giovani e intelligenti donne che non trovano un uomo.

Spesso queste donne vedendo un uomo con bonus e malus medi compiono un semplice gesto.
Tale semplice gesto assume la forma dello sguardo: "fai o dimmi qualcosa di interessante subito o mi giro dall'altra parte".


Il grande segreto di Hokuto, inciso nelle mie carni con le sfigatissime spighette pungenti che si trovano nei prati dei poveri, deriva dalla semplice constatazione che un qualsiasi uomo intelligente e orgoglioso, nel momento in cui vede quello sguardo, non fa assolutamente niente.


Se doveste chiedere il perchè alla Sfinge probabilmente vi risponderebbe così:

Una persona interessante non sarà mai prevedibile a meno che non si pretenda che sia imprevedibile allorchè sarà prevedibile per essere imprevedibile.


Attenzione! Questo segreto è da utilizzarsi con cautela.
Potreste avere davanti anche: uno zombie, un deficiente, un timido cronico, un serial killer, un muto, uno straniero, un alieno.

mercoledì 27 giugno 2007

In tempo reale

Mentre bisticciavo allegramente sulla malatificazione di ogni sentimento umano. cosa ritenuta tra l'altro necessaria e utile da qualche sedicente professionista, sfogavo le mie incapacità comunicative nel più classico dei modi.
Andando a vedere chi sta peggio di me.

Cosa fareste se entrando in una camera d'albergo trovaste un tizio che sta praticando sesso non protetto con una bicicletta?

Usereste come soprammobile un vibratore incastonato di Swarovski? (che tra l'altro costa quanto un Wii)

E se vi dicessero che l'obesità protegge dalla tubercolosi?

O forse sono più interessanti gli immani sforzi compiuti per creare due palle perfette.

Sicuramente l'invenzione del secolo è una protesi non robotica per rimpiazzare dita mancanti. Il problema è che è una soluzione economica ma richiede una menomazione economica. Non funziona se non è rimasta una porzione di dito a cui aggrapparsi.

Alla fine avevo ragione io. La nicotina è il futuro.

Forse il peggio per i teledipendenti è scoprire che Prison Break è superato e persino un pò naiv. I tunnel non si fanno più per scappare ma per scopare (perdonate il francesismo).
E poi perchè coprire l'entrata del tunnel con teli, cemento e tavoli?
Bastano un pò di impasto per pancake e una buona dose di pasta dentifricia.
Io li preferisco con lo sciroppo d'acero, ma forse è meno sexy.



La morale, perchè se uno fa un listone di cazzate ci deve essere una morale, è che siamo sempre stati degli idioti, ma oggi, come dimostra la facilità con cui ho trovato almeno 400 absurde news tutte minuziosamente documentate, ci premuriamo di farlo sapere l'uno all'altro. In tempo reale.

lunedì 25 giugno 2007

Mi vibrava il petto

Per vibrare.
Unica regola: Si prega di leggere il post, nonostante il pessimo stile, PRIMA di visionare il filmato.

Prendi su il tuo culo pigro alle 10, orario infausto che vede il tonno e i fagioli ancora urlanti mentre i tuoi acidi li bruciano senza pietà. Scali la vetta in mezzo a esseri umani che sudano e imprecano sotto la distanza di sicurezza. Ti fai sorridere da uno della sicurezza che pensa: "questo di pericoloso non ha nemmeno il cane". Ti sobbarchi una coda mostruosa per "i bigliettini per 4 birre sgasate" con un bambacione che cerca di saltellare la fila finchè casualmente non gli pianti un piede sulla scarpa da ginnastica e socchiudi gli occhi sentendo scricchiolare le sue inutili dita. Sorridi da democratico sapendo che hai punito una parte direttamente coinvolta nel suo movimento da "luogo sconosciuto" a te.
Ti piazzi in mezzo a un mare urlante mentre un tizio sbraita inni populisti su un palco....lontano. Ti spari due ore di pressochè inutile reggae ma ti godi i bassi sul petto che non succedeva da tempo. Vibri allegro, accenni qualche ancheggio e ti arriva una cannonata nel collo da una cimice mora truccata come IT che di rimando sorride. Ma che cazzo ti ridi che ho ingoiato due denti. Almeno, dico, almeno rivolgimi la parola. Ti volti comunque sorridente perchè sei un deficente e vedi lo stand dell'heineken, agguanti i due biglietti e ti fai strada prendendo spallate perchè sei educato e non ne dai e poi questi muovono i piedi troppo velocemente per inchiodarglieli al suolo. Ti salva la barista che ha pietà di te, ti sorride, minaccia chi vuole passare la fila e rubarti le due birre e tu te ne vai sentendoti un idiota ma felice perchè ci sono ancora giovani donne con un futuro radioso al mondo. Torni a sentire frasi populiste. Deviz mi illumina con il suo commento "eeee ma è matto?", io gli chiedo perchè cacchio uno non si rasa a zero invece di tenersi la chierica a 25 anni che già ho il terrore di quando mi toccherà. Il tizio con la chierica si gira e Deviz ride, lo odio, dopodichè assieme riconosciamo Ulrich il vichingo e il viscido. Ridiamo. Ci odio.
Ora la birra ha rimosso una parte di fastidio, il sottoscritto deficiente è convinto di ricordare un aumento dell'ancheggio del corpo di lui medesimo. Questi tizi anche se non parlano l'italiano, e sono italiani, e hanno una sorta di germe populista che li infesta, hanno anche la capacità di mettere assieme melodie decenti. Dentro, tra la milza e il pancreas, o mio ottimista deficiente, ti nasce l'idea che alla fine ne valeva persino la pena, anche se un genere musicale più diverso dal tuo sound interiore (io ce l'ho), tolta la mazurka, non esiste.
Pensandoci meglio forse hai semplicemente digerito la pizza al mattone di ieri (il mattone era nell'impasto).
Sale un pò il ritmo, i bassi sul petto ti ricordano qualche sfocata immagine di quando la vita era bella, perchè prima la vita era sempre bella. E' sicuramente l'ora di un'altra birra. La summenzionata ragazza dal futuro radioso sorride al deficente e nuovamente lo salva dall'orda infinita di "gente che se la cava meglio di te al mondo". Il deficente torna a posto, la popolazione ormai si è abbandonata al ritmo febbricitante, ai ritmi tribali etc etc etc. Il deficente balla in stile ometto del calcio a molle, Deviz è impalato come un cartonato del Warner village e cerca di capire le frasi sconnesse dei due tizi che infestano il palco. Parte una nuova canzone, nuovi testi trascurabili, ma questa volta la melodia è davvero buona, a questo punto li trovi anche simpatici come si fa con certi mormoni che dicono cazzate a nastro però ti mettono a tuo agio. Il deficente si muove un pò di più mentre qualche fidanzata di qualcun altro, ciucca, guarda il deficente. Il deficente vorrebbe dirle "che cazzo vuoi?" ma si trattiene perchè spiegare il perchè è duro in un blog, figuriamoci a un concerto pieno di gente sbronza.

Ti dai all'alcool.

Torni al caldo tepore della tua web caverna.

E ti viene in mente.

Oltre alle dimensioni che l'uomo già conosce, ne esiste una quinta. Una dimensione senza limiti, come lo spazio e una senza tempo, come l'infinito. E' la regione intermedia tra la luce e l'oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere. E' la dimensione della immaginazione, è una regione che potrebbe trovarsi ai confini della realtà.


sabato 23 giugno 2007

Ok, ma perchè dovete rompere le palle proprio a me?

La death sentence è una condizione umana. Gli uomini sbraitino quel che vogliono ma siamo tutti sul terrazzino più preicolante che si sia mai visto. E si saggia, perchè vuoi sapere com'è, visto che t'aspetta.
Si parte dalle elementari. Si crea un target e si tortura. Quando il sociale impone il rispetto si passa alle dita nella corrente (sconsigliato) o agli sport estremi (consigliato). In mezzo ci sono i videogiochi, i giochi di ruolo e le gite finto umanitarie nei luoghi a rischio del pianeta. Le gite umanitarie sono inattaccabili e i giochi di ruolo troppo dure da capire e da combattere visto perchè viaggiano su binari culturali geek popolati da tuttologi inferociti e attaccati alla vita.
Domanda: è più pericoloso un divano con un videogioco o una macchina che viaggia a 200 all'ora?

Pausa.




Ricapitolando,
in questo momento siamo messi più o meno così:

Sigarette: male.
Proiettili: bene.

Lavoro svincolato e sofferto ma soddisfacente: male.
Lavoro triste e improduttivo: bene.

Porno: male.
Mamme con figlie e findanzati che provano a sbattersi in tv: bene.

Esposizione pubblica: male.
Privacy: male. (e qua manco ci si può adattare)

Cinismo: bene.
Sincerità: male (anzi pericolo in vista).

Blockbuster: male (commerciali).
Indipendenti: male (due palle, riciclati e per allucinati)

Anni70: bene, un sacco di idee per la pubblicità
Anni80: male, moda non riciclabile
Anni90: bene, gli yuppie comandano
2000: malissimo, satana si è impossessato di 2 miliardi di esseri umani

2007: Sony e Nintendo proclamano la non violenza nei videogiochi, Microsoft si adegua. Jobs si allea con Google, il nuovo monopolio, lo strumento assoluto, ma questa volta non lo trova strano o anti visionario, anzi. Si scopre che l'autentico ideale liberale dell'europa è stato dimenticato prima ancora dell'ultimo miglio telecom. 300 mila soldati in movimento per pure necessità d'immagine. Sony dice che non è PS3 che ha problemi di prezzo, è la gente che non vuole pagare per un gioiello perchè è ignorante.
Ma soprattutto E' TORNATO CECCHETTO, in versione international 2.0.

Ora secondo voi siamo messi bene o siamo messi male?



Fortuna che Manhunt è una porcata.

giovedì 21 giugno 2007

Where to?

Viaggiatore sei dunque giunto. Questa è la fine della tua corsa e sei ancora insoddisfatto.
Ancora non hai trovato quel che cercavi, ancora non hai risposto alle tue domande. Se confinato in un letto dimentico dell'esperienza e memore del solo fallimento.
Stringi i denti pensando a cosa diavolo ti è capitato.
Sei sicuro che esista una risposta alla tua vita?
Oppure ora bruci nell'incertezza di aver buttato via i tuoi anni?
Combatti la malinconia come un guerriero disarmato. Scialaqui i tuoi ultimi istanti ancora nella lotta. I tuoi occhi sono spalancati, limpidi. Sono occhi di bestia intrappolata. Il tuo terrore non può essere il fine della ricerca.
Svegliati ancora una volta prima di dormire per sempre.
La vita è fatta di ricordi e tu nei hai molti; sei stato fortunato a dispetto della tua boria mortale. I tuoi occhi hanno percorso centinaia di orizzonti. Le tue membra hanno attraversato decine di valli. Ricorda ora ciò che non
hai potuto vedere prima. Non è forse un tramonto di fuoco un obiettivo abbastanza nobile per una vita? Non sono di te degne le mille cicatrici inferte dal vento alla roccia millenaria? Non sei basto dell'immensità del cielo al cui confronto sei un granello di polvere spazzato dal vento?
Hai vissuto. Questo è quanto ti è concesso.
Guarda ora i tuoi piedi. Guarda le ferite, i segni, i profondi calli della tua vita. Osserva con la mente ogni chilometro e ricordalo passo dopo passo, errore dopo errore. Stai morendo. I tuoi piedi non toccheranno più terra.
Ma guardali, ora che sono in alto, sopra di te, ora che ne sei costretto dall'infausta posizione. E ringraziali.
Ringraziali, perchè anche in punto di morte sono ancora in grado di portarti lontano.

mercoledì 20 giugno 2007

Robot Chicken - Il post Team America

Dopo aver visto linkato per l'ennesima volta lo speciale di Star Wars, favoloso e ovviamente super comprensibile, ho deciso di prendere il mondo per le corna e di fornirvi coraggiosamente la miglior puntata di Robot Chicken.
Ovviamente è meno comprensibile, ovviamente è meno celebre, ovviamente è slang e ovviamente richiede un fiume di geek culture 1970-2005, compreso il lowstream televisivo US, che comunque è stato poveramente riproposto anche in casa nostra.

E' il mondo del citazionismo, il mondo di noi trent'enni in cerca di una cura contro i radicali liberi. Tra le varie manifestazioni mediocri, una volta massacrata in pochi episodi l'idea del celebrity deathmatch, spunta fuori una delle poche serie ancora in grado di rappresentare decentemente il termine dissacrante.

Seth Green, produttore, regista di alcuni episodi e voce è il ragazzino futuro comico di IT, il lupo mannaro di Buffy, l'hacker imberbe di tutta la produzione blockbuster cool thieves americana, il tizio che sparano a fare il ragazzino timido audace in trecento trenta puntate di telefilm, diverse pellicole e la comparsa più abusata del pianeta. Una specie di onnipresenza hollywoodiana che ha evidentemente fatto tesoro di una carriera mostruosamente e randomicamente prolifica.

Bando alle le ciance, chi ha le palle si sbatta e comprenda. Tranquilli per il livello di entertainment, c'è anche roba alla Numero 5.




per i pigri incuriositi uno e due tra i BEST OF più vari, il primo che pesca addirittura dall'Ombra dello scorpione e il secondo
con una mostruosa citazione da La Storia Fantastica

Beeee yourself

highway to heaven

Autostrada per l'Everest.
Ma da quelle parti non ci dovevamo arrivare volando?


highway to heaven





Safe Sex - la buttano di nuovo sul morale?

E' possibile fare un video drammaticamente populista su un argomento catastroficamente apopulista? Beh, in fondo si può anche andare a cercar divertimento in una discoteca che si chiama Black Hole, e poi girando la prospettiva sull'afono anatomico potrebbe trovare un senso.

Cmq ecco a voi "il problema della persona giusta" in versione Shrek integrato in una campagna anti Aids. Tra il divertito e lo spaventato. La lettura in chiave "problema della persona giusta" è liberamente ispirata al blog di kay.


http://stage6.divx.com/user/Kiha/video/1146766/booya-safe-sex



ok e un altro post insensato dove non si capisce minimamente dove si vada a parare è fatto, posso pranzare

martedì 19 giugno 2007

Carenze musicali, colonne sonore e impegni a casaccio.

Quando arriva giugno, a Urbino, t'aspetti i concerti su all'Albornoz. Di solito arriva roba carina, che fa piazza senza schiamazzi, ispira movimento. A questo giro Zero Assoluto, manco l'avessero scelto apposta, e "gente di qua" che, senza offesa, dubito possa costituire una valida alternativa.
Che si fa, si studia? Beh si, nei ritagli, perchè c'e' da salutare un amico che parte per un bel pò di tempo e da tirar su un live già mezzo disertato. Allora l'omino qua si prepara alla mostruosa maratona di treni per tutto il nord Italia. Che con questo caldo lo eviterebbi, ma le cose importanti non ammettono cazzate.
Quando uno si prepara a una tre giorni di treno/impegno/treno/impegno a cosa deve badare? A fine Giugno, prima di tutto, maglie e camicie pulite da estrarre a volontà, un cappellino sobrio e uno alternativo, e fin qua tutto a posto, e infine, sine qua non, una colonna sonora adeguata.
Come dicevamo è Giugno, la gente è stralunata e un paio di Bowie diventano necessari, da galleria e da sguardi persi. Poi qualcosa per il notturno ma qua è facile e così ci finisce tutta la soundtrack di Lost In Translation. Può mancare un pò di pre cyberpunk socio musicale? E via entra un pò di Sting a casaccio, magari Roxanne e il rock restano fuori che ci vuole il mood adeguato. Uh dimenticavo Kansas City Shuffle e ci vuole Me And My Bobby McGee che col viaggio castra....anzi tutta la colonna sonora di Forrest Gump, se s'è salvato lui con la musica a me non può che andare di lusso. Dentro Thunderstruk per recuperare vigore e una decina di pezzi per fare il fesso a giro. Diciamo dancing Queen, Filthy Gorgeous, Kung Fu Fightin, BIg In japan (quella degli Alphaville), Nobody Move Nobody Gets Hurts riempe anche le necessità top ten e Ok Go Invincible che non sono riuscito a piazzare in nessun video dell'ultimo periodo quindi va digerito. Rino Gaetano l'han tirato fuori per i capelli quando non centrava niente, per ora me l'hanno bruciato. Viene sostituito internazionalmente da un altro pò di Tom Jones che però va sdrammatizzato con un'impennata qualitativa che pretende, al minimo, un Jamiro Quai.

Ci siamo, un paio di must italiani vecchia scuola, rock a palettate, una selezione indie che faccia pensare più alla neve che al sole e si passa alla lenta selezione, occasionale, per tre giorni, con stati d'animo differenti.
Si perchè in viaggio se ne portano 30, massimo 40. E' necessario pianificare con cura perchè una pletora di discografie non serve a niente, serve una colonna sonora da ascoltare millimetro per millimetro sapendo che se salti mezza canzone hai bruciato una bella fetta di tempo musicale. In viaggio lo zapping è da evitare, deconcentra, tiene impegnati, va a sostituire il telefonino, consente di abbassare lo sguardo, di perdersi in un movimento ripetitivo assolutamente inutile.

lunedì 18 giugno 2007

l'anima è l'anima del commercio

aggiungerei, all'anima del commercio e animali da commercio.
Ma poi il barattolo è un'idea vecchia come il cucco, perchè non vendere a noi compromessi involucri qualcosa di decente, una volta tanto, proprio per fare gli alternativi.

Espresso - Supermarket dell'anima


grazie a Eowyn per la segnalazione

domenica 17 giugno 2007

Spotless mind

Mentre all'Heineken jammin festival crollano torri di latta su cari amici, amori perduti e conoscenti virtuali c'e' qualcuno, a Bologna, che cuoce a vapore e qualcuno a Genova che guarda il mare nero da una piccola e vecchia finestrella ingiallita. Mentre io scrivo tre cazzate qualcuno vola in un Jet, con il mondo ruota al contrario, e non si accorge di qualcuno che lo guarda da uno scoglio, qualche migliaio di metri sotto. Da qualche parte due vigliacchi scappano dalla casa di un uomo ricco, pensando che tanto è un vigliacco e se lo merita. Qualcuno pensa, qualcuno no. qualcuno vuole essere, qualcuno è.
Se Blogger ora non consentisse di salvare le mie bozze automaticamente forse non avrei postato nulla.
Invece ho postato nulla.





venerdì 8 giugno 2007

un giovedi

Blog espresso, è tardi, domattina si vola, domani pomeriggio al pezzo, sabato e domenica in costume da egomaniaco pirla.
Esame web 2.0, cena geek uwic 2.0 etc etc, la vecchiaia incombe, filmato pare definitivo up.
Scriverò di Sylar, Tortora e Pijaman e di cosa può generare un salotto estemporaneo stradale urbinate appena di ritorno.





Grazie a Fabio, -Lara Sara Mara- (da scriversi e pronunciarsi obbligatoriamente di fila), Paola, Antonia, forse David, ovviamente Luca e (correzione avvallata solo perchè la ragazza ha cultura di quella buona) che si è sorbita il nostro delirio registico. Carmen e Federico sono scomparsi per strada, Svetlana è riuscita nella comparsata finale. I link arriveranno col tempo, purtroppo il sonno è nemico del web 2.0. :)

mercoledì 6 giugno 2007

cyberfunk

Il mercato prevede, abitua, anticipa, infiltra. Ma ci sono momenti in cui la rottura è talmente forte da diventare ispirazione. Chiaro non sono momenti sopra le righe o voci fuori dal coro. Sono semplicemente picchi, ma picchi di rara potenza.

Io sono devoto al PC, quello senza nome proprio, ma alcune idee, pur brandizzate, riciclate e ispirate, colpiscono al di là del quotidiano ed entrano in un immaginario che trascende la marca.

Ai tempi guardavo i computer come un topo guarda una luna di formaggio. Oggi li uso come elementi del quotidiano. Ahia.



lunedì 4 giugno 2007

Spicciolame

Volevo fare la focaccia di Manitoba, poi ho deciso di fare la pizza di Manitoba.
Ho massaggiato l'impasto indefinitamente e poi, poi ho esagerato col lievito.
Dannazione l'impasto dei sogni, croccante sotto, bianco e morbido dentro, friabile sopra.
Ma gigante.
La pizza gigante, i bordi giganti, il povero condimento si è vergognato e si è nascosto da qualche parte.
E' orribile usare in questo modo un impasto cosi dignitoso, così difficile da avere sotto mano.

Il megalibbrone ripete concetti simili per 600 pagine e mette a dura prova ogni abilità umana, dai muscoli per reggerlo, alla volontà di massacrarsi, alla memoria che poveraccia è già tanto gravata in noi web-geek-link-media-tech addicted.

Oddio un post insulso.

Rimediamo senza linkare idioti che godrebbero della pur minima visibilità relativa a questo blog.

Bible Fight

Ah ho un bicchiere parlante di Star Wars pieno di spicciolame,
lo dico giusto per dare un titolo al post.

domenica 3 giugno 2007

ah, e non beva il succo d'arancia

alticcio e umido appiccio raiuno e ritrovo il familiare kaplan, magari meno angosciato dell'imputato kafkiano, ma molto più simpatico

c'è chi ha spiderumanu o batman come eroe, io avevo lui da piccino e seppur meno enfaticamente devo dire che ancora oggi lo trovo dannatamente simpatico e poi mi assomiglia un sacco


dedito alla pilot mania mi sono sparato qualche episodio seminale di telefilm che parlano di Freeks and Geeks, di semplici Freeks, di trans geek e quant'altro,
evidentemente anche una porcata come Settimo Cielo è servita a qualcosa; grazie al potere dell'imperituro senso di fastidio della moralità spiccia ha generato un'impennata nella videocultura spiccia, anche se la canonica onda di anticonformismo rinfresca prodotti sarebbe arrivata a breve

appunti:
google video ha falciato il video dedicato a heroes che abbiamo assemblato in onore del web 2.0 le cui componenti "unlicensed" non potevano essere utilizzate in alcun modo illecito (e che è FBI compliant tra parentesi=, la discussione, ospitata in casa di Fabio, verte su toni preoccupanti:
siamo vittime di una cospirazione? quell'occhio rosso che mi fissa la notte non è l'allarme del vicino? il mio gatto è un fottuto automa della Spectre?

giovedì 31 maggio 2007

Il ristorante è un mondo a parte

da fonte cartacea, analogica, in drammatico ritardo apprendo di

The Restaurant game

un passo avanti dai vecchi chatterbox con cui dividevo serate drammaticamente solitarie, un passo avanti verso l'autodistruzione? boh qualcuno lo pensa pure, io dico che non è certo questo uno dei passi più drammatici, anzi sono curioso


ora probabilmente vi frega poco, a me è balzato in testa il motore spaziale di D. Adams, il motore più potente dell'universo, powered dalla variabilità dei conti di un ristorante


non riesco a escludere nessuna canzone da last.fm, nemmeno con questo account emancipato...il senso di colpa mi paralizza O_O

alla frutta e senza dolce

mercoledì 30 maggio 2007

momenti di Grazia

Cacchio ci piazzo una canzone che questa pappardella è illeggibile senza.





Telecamera agganciata in acquisizione, tastiera volante sulle ginocchia, succo d'arancia infilato tra case e monitor, mouse appoggiato in un angolo, cassettiera aperta per appoggiare numero un ginocchio, cavo elettrico passante sul ginocchio inq uestione, cavo usb tangente al mouse, cavo usb hard disk esterno penzolante. Primo squillo del telefono, movimento inconsulto, decollo verticale della telecamera seguita da un inferno di rame, silicio e plastica.
E' viva, devo ricatturare parte del filmato, oltre 2 ore. Sarà dura lotta.

Mentre la telecamera ronza, heroes continua imperterrito ed il wustelone si aggira inquieto nel mio stomaco, mi aggiro furtivo di blog in blog, twittero, consolido le nuove pratiche di esposizione.

La polemica di ieri la fa ancora da padrona, su Grazia i toni sono quasi incomprensibili, non si coglie il limite tra accusa e automoderazione. Purtroppo con un fake nick ma tale "stronza" o stronzo che sia si chiede come sia possibile polemizzare su una cosa come il femcamp.

Ora isoliamo la donna, ha una competenza biologica che l'uomo non conoscerà mai, ora va bene come arma contro le società che sfruttano la faccenda, ma per prima cosa le società non sono maschi, in secondo luogo le società sfruttano tutto e la procreazione ha la sfortuna di essere il punto cardine della sopravvivenza identitaria del singolo e indetitaria della razza umana. Ora, ripetere la cosa per accusare chi si interessa del Femcamp di venire a fotografare "i seni" è talmente fuori dalla logica da spaventare. Se l'uomo si interessa viene a guardare i culi, se non si interessa se ne fotte, se guarda ci sta provando, se non guarda è il solito maschio interessato ad altro. Opporcamiseria, siamo persone, io mi giro perchè son timido, pinko pallino (cazzo son sempre io...) guarda perchè ha sentito parlare di una cosa che lo interessa, john ford guarda perchè gli piacciono i culi. E cazzo mica siamo agganciati a rastrelliere. Io un'occhiatina a 1984 fossi in voi la darei. Mi accontento del film.

Il grosso del dibattito è andato in onda sul blog di Samuele Silva, l'autore del gancio assassino, temibile sessista inferocito in cui scorgo felice una citazione che, al di la della gratificazione personale, mostra l'autentica possibilità del dialogo incrociato di blog in blog che non si limiti al crosslinking dei saluti post femcamp.

Però e mammamia e ammazzalavecchiacolcrik troppi continuano a scrivere sterilmente la propria idea, cambiando qualche virgola, senza mai rapportarsi a quelle grinze che costituiscono la differenze rilevanti. L'aria della politica calcistica c'e' tutta. I dati si autoarrotolano, sono tutti derivanti da amici, dall'immortale cugino e dall'esperienza personale. Alchè mi chiedo.
Davvero vi pare possibile parlare di differenze generalizzando?
Perchè le differenze generalizzate sono quelle che determinano gli schieramenti e non i punti di vista. Io continuo a vederci una trappola tutta umana, che se ne frega del sesso, o meglio lo usa come fa con tanti altri "valori" biologici o morali. Per determinare un'identità si fa una differenza, generare una contro differenza inevitabilmente non fa che rafforzare l'identità in questione, se questa identità si basa su differze generalizzate e costruite ad hoc le risposte che cercano di controbatterla sullo stesso piano, quasi inevitabilmente, saranno della stessa risma e stanno ad un apsso dall'assoluto come mostrano commenti come "è assurdo", "quasi ti ringrazio" etc etc....che sono pura indiscutibile polemica.
Discutere l'indiscutibile è una perdita di tempo angosciosa e dopo il nannimorettismo è anche uno stereotipo da telefilm italiano di serie B.

martedì 29 maggio 2007

davanti al solito finestrone

"hacker, cacciatori di dati, ladri della tua idea"

IMB torna ai tempi dell'IBM compatibile?

l'hacker è l'eroe, già neutralizzato, dei nostri tempi e i cacciatori di dati si limitano a praticare l'inganno, visto che il cervello umano pare decisamente più vulnerabile di un qualsiasi pc casalingo



e qualcuno vorrebbe pure farci credere in uno Steve Jobs che fa crollare il mondo con Where Is My Mind come sfondo

vabbè la metto su e davanti a quel finestrone mi ci metto io

Portable, pinko's way

Ho sempre avuto una naturale antipatia per i portatili importabili e questo include handheld, powerbook e quant'altro. Un pò perchè quando sono per strada mi piace osservare e mi perderei tra contatti e lavoro, un pò perchè a casa vivo abbracciato al PC ultrapompato multitasking e quant'altro, un pò perchè ho la testa tra le nuvole e mollerei la sacca tecnologica ascellare nel primo autobus un pò com'è successo a questo all'incauto maccaro Gioxx conosciuto qualche giorno fa al femcamp. Ecco io a un raduno, barcamp, cena, pizza e fichi non porterei mai un portatile, già che son pigro e distratto e bramo la libertà assoluta tanto da odiare pure gli zaini, i marsupi e tutto quello che non sta in una tasca, in più quello che sta nella tasca deve essere mica spigoloso....che poi si sa, finisce male.
A bologna l'altro giorno avrò dimenticato 3 volte la sacchetta moscia che sono obbligato a usare come sacca studio/lavoro.
Sopporto a malapena ipod e device audio visto che come tanti sento la necessità di fornire un'adeguata colonna sonora alle mie osservazioni itineranti.
Però, piantato come sono nella geek mania delle nuove tecnologie, seguo da un pò di tempo l'OLED e tutte le applicazioni che forse un giorno riusciranno a fornire un computer a misura Pinko, indistruttibile, tascabile e drammaticamente cool, oltre al fatto che si tratta di ottimi argomenti per i miei articoli vaneggianti.
Mentre, senza accorgercene, abbiamo già qualche esempio di OLED piazzato su videocamere, rasoi e aggeggi digitali, qualcuno sviluppa l'hi end di questa tecnologia. Ovviamente nella faccenda hanno le mani in pasta un pò tutti, con Samsung che pareva in testa avendo già presentato un trenta pollici, ma Sony, che è una patent killer ed una delle più abili compagnie in grado di usare la ricerca come pura pubblicità, ha già pronto da qualche tempo il suo biglietto da visita in merito con un full flexible dal sapore fantascientifico.

lunedì 28 maggio 2007

caste, differenze, integrazione, competenze, le mie cazzate sulla complessità sociale

Il polverone che si è alzato dal Femcamp per quanto riguarda l'integrazione nel web, e tralascio volutamente l'ambiente professionale, mi ha ricordato un clip dei griffin che in poche parole compie un sunto micidiale di quello che produce la pratica umana del gioco di ruolo, ovviamente a partire dal gioco di ruolo cosciente, ovvero quella pratica magica dell'interpretazione di un ruolo in contesti costruiti ma coerenti e dinamici. Da qui potrebbero facilmente partire dissertazioni sul celopiulunghismo (drammaticamente illustrato) sull'underground sessuale parmense, sui raduni Anvi e su quella buffa ragazza vestita da rambo che si presentava tanti anni fa ai primi tornei videoludici, con tanto di scorta maschile. Ma anche no.



domenica 27 maggio 2007

uebduizziamoci

ovviamente pinko 2.0 in poche ore è già un fanatico e linka solo chi condivide

femcamp team

Sara Aura speaker, post it dipendente, l'unica in grado di parlare pubblicamente
Lara Virgulti gruppo filmato, inestimabile, senza un freno io parto per l'equatore e mi perdo
Paola Fabriani pr ufficiale, guida, geek (più di me e con svariati anni in meno sulle spalle...)

esterni

Nanni Pirletta reporter associato, un nick una garanzia

promoter

Luca Rossi mobilità salvifica e prova pietà per gli studenti, soprattutto quelli col bastone, purtroppo ha un Mac ma nessuno è perfetto

mentore

Fabio Giglietto ha associato un corso a un oggetto utile, sembrava una capacità preclusa ai docenti universitari, in più ci ha riportato a casa vivi e quasi integri

David e Mara hanno assunto un pò di 2.0 volenti o nolenti, gli altri compariranno solo e tassativamente in post deuebduizzati

mentre cerco disperatamente di organizzare le idee e formulare post utili all'umanità posto qui di seguito il sunto di alcuni interventi del Femcamp Bologna



femcamp - domenica

il post femcamp

prima di tutto ho ricaricato in buona definizione il video per "save the cheerleader, save the world", http://video.google.it/videoplay?docid=3334246433891557537&hl=it,
dopodichè esprimo il mio rammarico per aver mancato l'unico argomento di cui sono realmente padrone, ovvero l'intervento sul videogaming ed il suo popolo, ma era in contemporanea con la nostra presentazione ed ero troppo stanco per tentare esperimenti di multitasking analogico

poi ringrazio il mio gruppo, Sara che ha organizzato i dati raccolti con modalità e tempi record, e ribadisco la constatazione notturna di Fabio Giglietto: casualmente la quasi interezza dei competenti di SDC Urbino nell'utilizzo dei media attraverso computer si è raccolta nello stesso corso con un tasso di coincidenzialità allarmante

"pure geek"


ah non uso youtube ma google video (now merged ma ancora divisi nelle fruibilità), la possibilità di scaricare e rimaneggiare facilmente è sacrosanta

femcamp

primo barcamp, tematico, dal punto di vista maschile e per l'occasione la mia attività di blogger si sposta nel mondo del web 2.0 nel quale sono sempre entrato solo attraverso le immagini

comunque

ottima disponibilità alla discussione per un'ampia porzione di partecipanti, qualche difficoltà comunicativa in cui mi sono magistralmente perso con deliri altro-auto lesivi, ma un'ottima esperienza, da ripetere

alcuni interventi avevano sapor datato e che le donne siano in grado di utilizzare strumenti informatici e che abbiano le medesime attitudini degli uomini alla collaborazione e al fair use del 2.0 sono cose piacevoli da dire e da dirsi, ma sono ovvie e forse non meritano interventi estesi, tanto più che i maschi presenti sono abituati a interagire con le donne attraverso internet, a livello paritario, da parecchi anni ormai

il miglior biglietto da visita è la produzione attiva di materiale, in parte mostrato e qualitativamente ottimo, ma che poteva avere più spazio

ovviamente è da considerare che è il primo esperimento, quindi ha tutte le attenuanti del caso


un plauso all'organizzazione tecnologica, una pletora di maledizioni al forno che ci ha ospitato